Bacco e Arianna, Antoine Coypel, inizio XVIII secolo

Olio su Tela
XVIII secolo verso il 1720
Arista : Antoine Coypel attr. ( 1661 - 1722 )
Misure : Altezza 158 cm X Larghezza 135 cm
Cornice in legno e stucco a foglia oro del XIX secolo
Provenienza : Genova collezione privata.

L'iconografia dell'opera è alquanto complessa e piena di richiami, usuale nei contesti e nelle rappresentazioni mitologiche.
Nella parte centrale, troviamo Arianna, figlia di Minosse, adagiata sulla roccia della spiaggia di Naxos disperata per la partenza di Teseo, incontra Bacco, quest'ultimo raffigurato dall'aspetto di giovane bellissimo, con il capo riccioluto ed incoronato di fiori ed edera rampicante, in un audace atteggiamento plastico e dinamico, evidenziato da un drappo rosso che lo avvolge increspato e svolazzante nell'aria. Esso rappresenta il fulcro della scena, verso il quale l'occhio dello spettatore è inevitabilmente attratto, Bacco con la mano sul cuore in segno d'amore, chiede ad Arianna di unirsi in matrimonio.
Sulla sinistra della tela vi è il carro di Bacco, sormontato da amore, al centro della scena la musa Imene figlia di Apollo, generalmente raffigurata a capo del corteo di Bacco, qui raffigurata mentre solleva la sua torcia con il capo cinto da una ghirlanda di rose.
Lo spazio ristretto della scena, delimitato dall'arco roccioso e dall'albero a sinistra, lascia filtrare uno stretto scorcio di mare, mentre in lontananza all'orizzonte si scorge una piccola vela bianca, simbolo di purezza e di avventura.
Quest'inno all'amore viene accompagnato da menadi e baccanti, nonché nella parte superiore dell'opera, si notano quattro putti alati portanti una ghirlanda di edera e di fiori, ad incoronare l'incontro di Bacco ed Arianna.
La prospettiva dell'arco roccioso e di una presunta grotta sul lato destro dell'opera, lascia trasparire un richiamo alla pittura romana di fine '600.

Antoine Coypel era figlio del pittore Noël Coypel e da questi fu iniziato all'arte e ne apprese i segreti.
Seguì suo padre anche a Roma, dove risiedette per quattro anni, completando così la sua formazione, e dove fu grandemente colpito dalla scuola barocca italiana e in particolare romana.
Tornato a Parigi, dopo qualche anno divenne membro dell'"Accademia reale di pittura e scultura" della quale, nel 1714, fu nominato Direttore.
Due anni più tardi ricevette il titolo di "Primo pittore del Re".

Antoine fu in prevalenza un autore di soggetti storici, ma anche un eccellente decoratore: la sua opera più rappresentativa è la decorazione del soffitto della cappella del Castello di Versailles, terminata nel 1716 e realizzata in chiaro stile barocco romano.
Fra il 1714 e il 1717 portò a compimento anche delle tele di grandi dimensioni sul tema dell'Eneide per il Palazzo reale.
Trovò anche il tempo per scrivere alcuni testi, i "Discours prononcés dans les conférences de l'Académie royale de Peinture", a commento delle proprie opere.
Lavorò altresì in stretta collaborazione con diversi incisori, per la trasposizione dei suoi quadri.
Suo figlio Charles-Antoine Coypel, così come il suo fratellastro Noël-Nicolas Coypel, furono anch'essi pittori, mentre lo scultore François Dumont era suo cognato.

Coypel non fu un innovatore e non ebbe un talento geniale. Fu invece un'intelligente esecutore dei sintagmi pittorici dell'epoca che, attraverso le sue opere, trovano una fra le più complete e diligenti espressioni.

Biografia :
Nicole Garnier, "Antoine Coypel 1661-1722", Ed. Arthena, Parigi, 1989

Sergio Schina




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