Armatura Samurai periodo Edo, XVIII secolo

Importante armatura da guerriero Samurai ( Yoroi ) di colore nero guarnita con finimenti a corda di colore blu-indaco.
Il casco " hoshi kabuto " è composto di quattro lamelle soprapposte, chiamato anche kabuto " stellare ".
Il casco è ornato da due corna ricurve di osso in lacca nera, al centro figura il " maetate " in metallo dorato, raffigurante tre foglie dorate, emblema della famiglia Katabami - clan XVIII secolo.
Protezione per il collo ( shikoro ) in cinque pezzi.
L'emblema del clan Katabami figura in differenti parti dell'armatura, nonché sulla sua scatola da trasporto ( yoroibako ).
L'armatura comprende anche una maschera facciale ( menpo ), delle protezioni per le spalle ( sode ) composto da quattro elementi.
La corazza del dorso è composta di due grandi elementi, uniti da cerniere di metallo.
Le due placche ( karuta ) a protezione delle gambe ( haidate ) sono composte di lamelle in cuoio nero.
Le maniche ( kote ) in cotta di maglia a protezione nei combattimenti, terminano con dei guanti in cuoio.
Creazione di un artigiano del XVIII secolo, nella regione di Kioto per la Katabami Clan.
Giappone - reale Periodo Edo, verso il 1740
Misure : Alt. 160 cm X Larg.60 cm
Usure sparse
Firma all'interno del KABUTO
Certificato di origine e di autenticità

Inizialmente le armature erano costituite da placche di cuoio cucite sopra la stoffa, in seguito il cuoio venne placcato con delle lastre in ferro e, infine, il ferro sostituì completamente il cuoio dando origine alle Yoroi, è cioè alle armature Samurai come oggi le conosciamo. La corazza, in lamine di ferro, era sostenuta da una fitta maglia metallica che rendeva i movimenti più semplici e la struttura meno rigida.

 Probabilmente, la componente più curiosa dell'armatura erano le spaventose maschere ( Menpo) che i Samurai portavano con il triplo scopo di proteggere il volto, di costituire una base per l'elmo e di incutere timore nell'avversario. Gli stili erano tantissimi e tutti erano destinati a svolgere il loro sottile effetto psicologico: l'avversario di un Samurai poteva trovarsi di fronte un guerriero dalle sembianze di un demone, di un animale, di un bambino, di una donna o di un vecchio. Curiosamente, le maschere impedivano ai guerrieri ogni movimento della bocca e delle labbra.
Un altro elemento molto importante sia dal punto di vista funzionale che da quello simbolico, era l'elmo. Solitamente in ferro, questi copricapi da guerra erano forgiati nelle forme più strane e si caratterizzavano per un'apertura che doveva permettere al dio della guerra di entrare in loro e aiutarli in battaglia. Dato che gli artigiani giapponesi generalmente disdegnavano la produzione "in serie", la maschera e l'elmo di ogni Samurai erano solitamente dei pezzi unici che li distinguevano dagli altri guerrieri.

L'effetto spaventoso (per gli avversari), dovuto all'imponenza delle armature e alle decorazioni volutamente impressionanti delle maschere e degli elmi, veniva amplificato da lunghi mantelli, cappe (come, per esempio, l'Horo), e soprabiti (come, per esempio, lo Jimbaori) che trasformavano i Samurai in uomini simili ad esseri giganteschi.

 Tra le dotazioni di un Samurai, vi era un piccolo salvagente utile per l'attraversamento dei fiumi. Bisogna infatti tenere conto che, anche se le armature giapponesi non erano estremamente pesanti, cadere in acque profonde con una corazza addosso avrebbe potuto causare l'annegamento anche di un uomo molto robusto.

Per finire con una curiosità, ricordiamo che per costruire un quadro completo delle dotazioni belliche dei Samurai, non bisogna dimenticarsi di citare le tre sacche che questi guerrieri portavano sempre con se durante le campagne militari: una sacca era destinata al trasporto del cibo; una seconda era destinata a contenere esclusivamente riso; la terza sacca serviva per contenere le teste mozzate degli avversari uccisi in guerra.

 
Sergio Schina
Federazione Italiana Mercanti d'Arte






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