Il sogno del padiglione rosso, XIX secolo

Importante gruppo in avorio, raffigurante una scena ispirata al celebre romanzo cinese 
" Il risveglio del padiglione rosso " di Hong Lou Meng.

La grande scultura finemente intagliata, raffigura numerosi personaggi dell'aristocrazia cinese
che si dedicano ai loro svaghi nei giardini di un palazzo.
Nella scultura si ritrovano un padiglione ed una grande pagoda.

La ricercata finezza nel modellato, ed il virtuosismo stilistico delle figure immerse in una folta vegetazione orientale, si accompagnano dando espressione di un elevato livello qualitativo, tipico della dinastia Qing.

Cina Dinastia Qing
Periodo XIX secolo,  verso il 1880
Firma il alto a sinistra
Misure : Lunghezza 60 cm X Larghezza 31 cm
Avorio scolpito a tutto tondo

" Il risveglio del padiglione rosso " di Hong Lou Meng :

l sogno della camera rossa, famoso anche come La storia della pietra, è un romanzo cinese, da paragonare in rilevanza ai più grandi lavori della letteratura occidentale del XIX secolo.
Fu scritto durante il regno dell'imperatore Qianlong da Cao Xueqin, ma fu pubblicato solo nel 1792, a trent'anni dalla morte dello scrittore.

L'opera vanta 120 capitoli anche se diverse sezioni degli ultimi 40 sono probabilmente da attribuire ad autori diversi; i quali sono attraversati da una molteplicità incredibile di personaggi secondari e da un numero enorme di situazioni intrecciate, che tendono ad allontanarsi dall'intrigo centrale. Il romanzo presenta, infatti, una meticolosa descrizione dei Chia, una ricca ed aristocratica famiglia cinese che rivestiva diversi incarichi di rilievo in un'innominata città, la quale per molti aspetti ricorda le Nanchino e Pechino del tempo.

Il centro del racconto è rappresentato dal triangolo amoroso tra il protagonista Chia Pao-yu e due sue cugine. Molti aspetti della storia di questa famiglia sono presi direttamente dagli eventi successi sotto il regno di Kangxi, il nonno di Qianlong. Vengono fornite informazioni di rilievo sulle strutture familiari dell'epoca, nonché di economia, religione, estetismo e sessualità.

Il romanzo appare come un'allegoria della vita, eppure è chiaro l'intento di rappresentare un amaro ritratto della Cina dell'epoca e dell'autunno che stava per avvolgerla, anche se questo non ha impedito all'opera d'irradiare di nuova luce la Dinastia Qing.

Molte generazioni di giovani cinesi hanno attinto a quest'opera per la loro crescita sentimentale; un romanzo che è chiaro esempio della vocazione teatrale della narrativa cinese, sia per la sua complessissima trama, sia per le numerose opere teatrali che, effettivamente, si sono ricavati da questa.

Si ritiene che sia un romanzo semi-autobiografico che riflette le vicende della famiglia di Cao. Come l'autore sottolinea nel primo capitolo, il romanzo vuole essere un memoriale per le donne che l'autore ha conosciuto in gioventù: amiche, parenti e serve.

Il romanzo è importante non solo per il numero enorme di personaggi (in maggior parte femminili) e per lo spessore psicologico, ma anche per l'osservazione precisa e dettagliata della vita e delle strutture sociali tipiche dell'aristocrazia del XVIII secolo.

Questo romanzo fu pubblicato anonimo (ma in seguito si scoprì che era di Tsao Hsueh-ch'in), a causa dell'inquisizione letteraria prevalente durante le dinastie Ming e Qing.

Il romanzo fa una cronaca dettagliata, episodica, dei due rami del clan Jia, la casata Jung-kuo e la casata Ning-kuo, che risiedono in due grandi quartieri residenziali nella capitale. I loro antenati avevano ricevuto il titolo di duchi e, all'inizio del romanzo, le due case sono ancora tra le più illustri famiglie della capitale.

Il romanzo descrive la ricchezza e l'influenza dei Jia in modo dettagliato, naturalistico, e traccia la caduta dei Jia dalla loro posizione di elevato prestigio, seguendo circa trenta personaggi principali e oltre quattrocento personaggi minori. Alla fine il clan Jia cade in disgrazia presso l'Imperatore e le loro dimore vengono saccheggiate e confiscate.
La prefazione della storia contiene suggestioni soprannaturali taoiste e buddiste. Una pietra senziente, abbandonata dalla dea Nüwa quando riparò la volta celeste miliardi di anni fa, chiede a un sacerdote taoista e a un monaco buddhista di portarla in giro a vedere il mondo.

La Pietra e il Divino Attendente vengono separati ma restano collegati.
Il protagonista, Chia Pao-yu, è l'erede adolescente della famiglia, forse una reincarnazione del Divino Attendente.
Il Fiore della Perla Cremisi è adesso incarnato nella cagionevole cugina di Pao-yu, l'emotiva Lin Tai-yu.

Pao-yu è predestinato in questa vita a sposare un'altra cugina, Xue Pao-chai.
Questo triangolo amoroso, sullo sfondo del declino delle sorti della famiglia, costituisce il filone più noto nella trama del romanzo.


Sergio Schina
Antiquario FIMA Italia













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